In questi giorni sono impegnata a preparare il corredino per l'ingresso all'asilo di Amedeo. Sì, lo so, si dice "scuola materna", ma io ho sempre detto asilo e rivendico il diritto di chiamarlo asilo-e-basta. E mentre crocetto, Sofia e Amedeo corrono in giardino, giocano, urlano e... litigano (scena di vita reale e normale). E io mi chiedo: "Possibile che sia già ora di un altro ingresso all'asilo? Possibile che l'anno prossimo per Sofia sia già l'ultimo e contemporaneamente il piccolo Amedeo sia già pronto al suo primo passo nel percorso di crescita fuori casa?"






Insomma, i miei bimbi diventano grandi e mi sembra così strano sentirli sempre più pesanti tra le braccia - loro che erano dei frugoletti di appena 2 kg e qualche etto quando li abbiamo portati a casa - le manine e i piedini una volta paffuti ora agili e veloci e in continua crescita...




Loro crescono... e io? Mi sembra ieri quando ero io che mi arrampicavo sugli alberi e correvo nei boschi a raccogliere fragoline. 
Ma anche io sto crescendo.
Mi guardo intorno e mi piace il mio percorso, mi piace chi mi stà accanto e mi piace la mia piccola serenità familiare. A volte, certo, vorrei cambiare tutto: vorrei essere solamente una mamma, magari con un altro piccolo tra le braccia, e a volte vorrei essere solo una professionista, libera di prendere ogni aereo desideri per scoprire gli angoli di mondo che ancora non ha visto. 
Poi, in realtà, mi rendo conto che la mia vita è qui e ora: a crocettare asciugamani per l'asilo e osservare i miei piccoli crescere, organizzando mentalmente le altre giornate divise tra lavoro, famiglia e affetti.


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